Annunciazione - Santuario del Poggetto

Madonna del Poggetto
Santuario della

Beata Vergine Maria del Poggetto

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Annunciazione

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Beato Angelico (Guido di Pietro) - 1395 – 1455 - Vicchio (Firenze)
“Annunciazione” 1426 ca., tempera su tavola (cm. 154×194), Museo del Prado, Madrid.
Tempera su tavola (Guido di Pietro)
L’Annunciazione appare un tema particolarmente caro al Beato Angelico e ripetuto in altre tre pale d’altare, cariche di valori simbolici, le quali raffigurano - sebbene con varianti compositive, il momento in cui l’arcangelo Gabriele, giunto sotto un portico svela a Maria che darà alla luce il figlio di Dio.
L’Annunciazione del Prado, (1425-26) così conosciuta, dal nome del museo in cui è conservata ha un'impostazione transitoria tra tardo gotico e il Rinascimento.
Benché l’artista rimanga ancora legato all’uso di tanti elementi in oro e decorazioni dal sapore miniaturistico, l’opera risente già fortemente delle novità masaccesche unita all’impiego di quella luce unificatrice che avvolge la composizione e ne esalta i colori delle masse plastiche.
La scena si svolge in un portico rinascimentale, con arcate leggere e scorciate in prospettiva che rimandano alle architetture di Michelozzo. Un cielo stellato s’intravede nelle volte del porticato adiacente all’abitazione di Maria, il cui interno è essenziale, arredato come una cella monacale. Tra le due arcate del porticato si scorge il busto del profeta Isaia rappresentato frontalmente all’interno di un medaglione monocromo, in evidente richiamo alla realizzazione della sua profezia: “Ecco: la Vergine concepirà e partorirà un figlio, che sarà chiamato Emmanuelle”.
Il punto di fuga prospettico dell’intera composizione è collocato all'interno della casa e ciò concentra maggiormente l'attenzione dello spettatore sull'Annunciazione. L’arcangelo Gabriele, vestito rosa ha le ali ancora dispiegate, segno che è appena arrivato e rivolge il lieto annuncio a Maria che è seduta su un seggio con un libro aperto, simbolo delle Scritture che si avverano. Un raggio di luce divina si propaga dalla sommità del cielo, attraverso la quale viene inviata alla Vergine una colomba, simbolo dello Spirito Santo.
Beato Angelico connette inoltre, in quest’opera due momenti tra loro lontani nel tempo, ma strettamente collegati: a sinistra la Cacciata di Adamo e Eva dal Paradiso terrestre, primo momento di rottura tra l'uomo e Dio, che è ricomposto proprio con l’incarnazione di Cristo che avviene attraverso l’Annunciazione, con l’ubbidienza di Maria che accetta nel suo grembo il figlio di Dio.
Le figure progenitori che si defilano dalla scena sono adombrate da una tonalità monocromatica grigia e per questo ancora più evidenti all’interno della composizione. L’impiego di questa differenza cromatica allude a un chiaro significato simbolico. La luce, elemento unificatore dell’intera composizione appare di natura divina, essa avvolge con la sua Grazia i personaggi e la natura delle cose che circondano la narrazione, ma non investe, i progenitori scacciati dal Paradiso terrestre, i quali, a causa delle loro colpe, hanno solo forma, ma non colore.
Adamo ed Eva si allontanano da un giardino fiorito (hortus conclusus), allusivo alla verginità di Maria, popolato da una moltitudine di piante e fiori dipinte con grande cura miniaturistica e costellata da rose rosse, che richiamano la passione di Gesù. Lo sguardo di Eva è rivolto verso la Madonna riconosciuta come colei che schiaccerà la testa al serpente, suo tentatore.
Prof. Nicola Castellucci
Parrocchia di Sant'Egidio Abate
Via Bassa, n°228
44124 Sant'Egidio (FE)
Cod.Fisc 93009100384
Santuario della Beata Vergine Maria del Poggetto
Via Poggetto, n°17
44124 Sant'Egidio (FE)
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