Il Buon Pastore - Santuario del Poggetto

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Il Buon Pastore

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Bartolomé Esteban Murillo,
(Siviglia, 1 gennaio 1618 – Cadice, 1682)
“Il Buon Pastore",1660, olio su tela (cm. 123×101,7)

Olio su tela (Bartolomé Esteban Murillo)
Museo Nacional del Prado, Madrid Bartolomé Esteban Pérez Murillo è considerato uno dei più grandi esponenti del barocco spagnolo.
Nasce a Siviglia il 1° gennaio 1618. La sua formazione artistica ha inizio nella bottega di Juan de Castillo, dove il giovane ha modo di conoscere a fondo anche la tecnica ed il linguaggio della pittura fiamminga. Le sue opere giovanili, che risentono dell’influenza di Ribera e Zurbarán appaiono di grande realismo, con un caratteristico linguaggio che col tempo subirà una grande evoluzione.
Nel 1660, l’anno di realizzazione del “Buon Pastore”, Murillo fonda a Siviglia un'Accademia di belle arti nella Casa Lonja, insieme ad altri esponenti del mondo artistico. In questo periodo, all’apice della sua notorietà, riceve molte richieste e molte commissioni per la realizzazione di opere di carattere religioso, per chiese, cattedrali e luoghi di culto, tra queste: la Chiesa di S. Maria la Blanca, il Monastero S. Agustin e la Chiesa del Convento dei Cappuccini. Il cromatismo della sua tavolozza, soprattutto nelle tematiche religiose è caratterizzata da una vibrazione chiaroscurale e da una luminosità che determina emotivamente le forme e i piani prospettici.
Nel celebre dipinto di Bartolomé Esteban Murillo, “Il Buon Pastore” è mostrato il Bambino Gesù riferito alla metafora biblica del Buon Pastore che pasce e si prende cura del suo gregge.
La notorietà di Murillo è celebre per i suoi dipinti riguardanti fanciulle e giovani ragazzi, per il loro candore e il vivo realismo dei bambini che giocano in strada, uno scenario che costituisce un interessante studio della vita popolare e particolarmente apprezzata dalla società sivigliana del periodo per la sua capacità di saper coniugare “tenerezza e devozione”.
Il dipinto, “Il Buon Pastore” mostra il Bambino seduto che volge lo sguardo malinconico in direzione dello spettatore attraverso raffinati e equilibrati giochi di luce che pongono in evidenza il volto limpido del Bambino e la pecora a suo fianco. Murillo distribuisce l’impianto compositivo attraverso un asse verticale identificato con la figura del Bambino, e una linea orizzontale delineata dalla pecora a suo fianco.
“Il Buon Pastore” fa parte di una fortunata serie di temi a carattere religioso, dolce, delicato e non drammatico, secondo i dettami della controriforma spagnola in uso in Spagna, nella metà del Seicento. E’ interessante inoltre notare la comparsa di un frammento architettonico posto a terra, alla destra del Bambino quale richiamo al paesaggio con rovine sullo sfondo. Dietro la figura del Bambino, inoltre si scorge, in secondo piano, un gregge di pecore al pascolo avvolte da una luce evanescente che ne attenua il loro profilo e le forme, ciò pone in maggiore evidenza le due figure in primo piano.
L’artista muore il 3 aprile 1682 a causa della caduta da una impalcatura mentre stava realizzando“Lo Sposalizio mistico di Santa Caterina”.

Prof. Nicola Castellucci
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