La vocazione dei Santi Pietro e Andrea - Santuario del Poggetto

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La vocazione dei Santi Pietro e Andrea

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Luca Giordano, (Napoli, 1634 - 1705)
La vocazione dei Santi Pietro e Andrea. 1690, olio su tela, cm. 240 x 379.
Collezione Privata.
Olio su tela
La Vocazione dei Santi Pietro e Andrea di Luca Giordano appartiene ad una serie di opere importanti eseguite nella piena maturità artistica dell’artista napoletano.
La composizione si snoda su un paesaggio costiero attraversato da “nuvole barocche”.
A destra la figura maestosa di Cristo, in un gesto autorevole e al tempo stesso sereno, la mano destra tesa in avanti compie un cenno di chiamata rivolto ai due pescatori all’attracco con la loro barca, i quali appaiono disorientati: quello con il piede destro già fuori bordo dalla barca forse San Pietro rivolge la propria mano al petto come a dire: “proprio io?”.
La figura del futuro “pescatore di uomini” viene identificata dalla rete da pesca a suo fianco, mentre l’altro pescatore, San Andrea, appare incredulo e raffigurato in piedi, ma già pronto all’abbraccio e alla chiamata di Cristo.
L’artista in quest’opera rivela il rapporto intenso tra Cristo e i suoi due nuovi discepoli, Pietro e Andrea. Infatti appare evidente in questi ultimi il loro isolamento e coinvolgimento alla chiamata del Cristo rispetto ad altre figure del quadro, come il barcaiolo impegnato a frenare l’approdo della barca o quello di altri pescatori sullo sfondo.
In prossimità delle spalle della figura di Cristo, compare un’iscrizione, “L. Jordanus / etat sue 55 / 1690”, che attesta la paternità del dipinto, la data della sua realizzazione, 1690.
L’anno di esecuzione della tela appare coerente con il particolare momento stilistico che coincide con la piena maturità di Luca Giordano così evidente in quest’opera.
Attraverso La vocazione dei Santi Pietro e Andrea l’artista dimostra un palese recupero dell’arte di Raffaello considerato come canone insuperabile di armonia e di equilibrio.
Tale riferimento lo conduce a smorzare quegli accenni stilistici maggiormente emotivi propri dell’estetica barocca di quel periodo, a favore di un linguaggio pittorico più pacato e di un attento bilanciamento cromatico e compositivo delle forme.
Prof. Nicola Castellucci
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